Da Gorgonzola a New York: due settimane di studio, scoperta e crescita

Dal 14 al 28 luglio, la professoressa Ilenia Uggè, docente dell’Istituto Maria Immacolata di Gorgonzola, ha accompagnato otto studenti – Sofia, Emma, Sara, Arianna, Anna, Sofia, Matteo e Fabio – in un viaggio studio a New York City, ricoprendo il ruolo di Group Leader.

L’esperienza si inserisce nel percorso internazionale già intrapreso dalla scuola, che negli anni precedenti aveva portato gli studenti in Gran Bretagna e Irlanda. Quest’anno la scelta è caduta sugli Stati Uniti, con l’obiettivo di unire l’apprendimento della lingua inglese alla scoperta di una cultura e di una realtà completamente nuove.

Le mattinate si sono svolte presso la Manhattan University, a New York City, nel quartiere di Riverdale, dove gli studenti hanno frequentato i corsi di inglese sotto la supervisione e con il prezioso supporto dello staff di ISV USA – International Study & Vacation. La struttura, situata di fronte a Van Cortlandt Park e a breve distanza dalla metropolitana, ha rappresentato una base ideale per il soggiorno, combinando un ambiente tranquillo e verde con la possibilità di raggiungere facilmente il cuore di Manhattan.

“Ho visto i ragazzi diventare giorno dopo giorno più sicuri e partecipi, anche quando parlare inglese non era semplice”, racconta la professoressa Uggè.

Al termine delle lezioni, New York si è trasformata in una vera e propria “classroom without walls” grazie al programma pomeridiano e del fine settimana che ha portato il gruppo alla scoperta dei luoghi più iconici della città: da Times Square a Central Park, dove gli studenti hanno anche fatto un giro in barca sul laghetto, fino alla spettacolare vista di Manhattan dall’Empire State Building.

Il viaggio ha rappresentato anche un’importante occasione di approfondimento storico e culturale. Particolarmente significativo è stato il momento trascorso al 9/11 Memorial & Museum, dove i ragazzi hanno potuto confrontarsi con uno degli eventi più drammatici della storia americana recente. Altrettanto importante la visita a Little Italy, che ha permesso agli studenti italiani di riscoprire il legame tra il nostro Paese e gli Stati Uniti attraverso la storia dell’immigrazione.

A Ellis Island, poi, il gruppo ha incontrato le testimonianze di milioni di persone arrivate negli Stati Uniti in cerca di una nuova vita, tra cui moltissimi italiani. “A volte si comprende meglio la storia quando la si può davvero attraversare al di fuori delle pagine di testo scolastico”, sottolinea la docente, evidenziando il valore educativo di un’esperienza vissuta direttamente.

Uno dei momenti più emozionanti è stata la Graduation Ceremony, al termine delle due settimane di lezioni durante la quale gli studenti hanno ricevuto i loro attestati, frutto dell’impegno, delle ore di studio e anche della capacità di mettersi alla prova in un ambiente internazionale.

Per la professoressa Uggè, però, il significato della cerimonia è andato ben oltre il semplice attestato: “Li avevo visti partire come ragazzi abituati al loro ambiente quotidiano. A New York li ho visti comunicare in un’altra lingua, affrontare situazioni nuove, risolvere piccoli problemi in autonomia e diventare più sicuri di sé. È stata una trasformazione fatta di piccoli passi, ma molto evidente. E sì, mi ha reso davvero orgogliosa”.

Dopo la cerimonia, spazio infine al divertimento con una giornata a Coney Island, tra montagne russe, risate e un po’ di adrenalina.

Il viaggio ha così dimostrato come studio e turismo possano integrarsi in un’esperienza formativa completa. Imparare l’inglese negli Stati Uniti ha significato utilizzarlo in situazioni reali, mentre conoscere la cultura americana ha offerto agli studenti l’occasione di guardare con occhi nuovi anche alla propria.

“Per due settimane New York è diventata una scuola senza pareti”, conclude la professoressa Uggè. I ragazzi sono tornati in Italia con fotografie, nuove amicizie e un certificato, ma soprattutto con maggiore autonomia, curiosità, sicurezza e una visione più ampia del mondo.

Un’esperienza che si è conclusa con il rientro in Italia, ma che, come sottolinea la docente, “rimarrà con noi ancora per molto tempo”.

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