Apple cambia guida: John Ternus è il nuovo CEO, Tim Cook resta presidente esecutivo

Da oggi, 1° settembre, John Ternus è il nuovo amministratore delegato di Apple. Succede a Tim Cook, che dopo quindici anni lascia la gestione quotidiana dell’azienda e diventa Executive Chairman, presidente esecutivo del consiglio di amministrazione. Il passaggio era stato annunciato ad aprile e approvato all’unanimità dal board, dopo un processo di successione preparato a lungo, secondo la comunicazione ufficiale di Apple.

Cook continuerà a occuparsi di alcuni dossier, soprattutto dei rapporti con governi e autorità politiche internazionali. Arthur Levinson, che ha presieduto il consiglio negli ultimi quindici anni, diventerà invece Lead Independent Director. John Ternus entrerà nel board insieme alla nomina a CEO.

È la terza successione alla guida di Apple negli ultimi trent’anni. Steve Jobs era tornato amministratore delegato nel 1997 e aveva lasciato il posto a Cook nel 2011. Cook ha trasformato una società fortemente legata al Mac e all’iPod in un gruppo con una presenza molto più ampia nel settore dei dispositivi, dei servizi e degli accessori.

Durante la sua gestione Apple ha introdotto Apple Watch, AirPods e Vision Pro, ha ampliato servizi come iCloud, Apple Pay, Apple Music e Apple TV+ e ha portato avanti la transizione ai chip progettati internamente. Secondo i dati diffusi dalla stessa azienda, i ricavi annuali sono passati dai 108 miliardi di dollari del 2011 a oltre 416 miliardi nel 2025, mentre la base di dispositivi attivi ha superato i 2,5 miliardi.

Ternus eredita quindi un’azienda più grande e più redditizia di quella trovata da Cook nel 2011, ma anche più esposta a cambiamenti che riguardano il settore nel suo complesso. La sua nomina indica una preferenza per un dirigente con una conoscenza diretta dei prodotti e dei processi con cui vengono progettati.

Ternus ha 50 anni ed è entrato in Apple nel 2001, quando Jobs era ancora CEO. Prima aveva lavorato come ingegnere meccanico per Virtual Research Systems, una società che sviluppava sistemi di realtà virtuale. Si è laureato in ingegneria meccanica alla University of Pennsylvania.

Nel 2013 è diventato vicepresidente dell’Hardware Engineering. Nel 2021 è entrato nel gruppo dei massimi dirigenti come Senior Vice President of Hardware Engineering, con la responsabilità dei team che lavorano su iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, AirPods e Vision Pro.

Come ha ricostruito Reuters nel profilo dedicato al nuovo CEO, Ternus ha seguito alcuni dei principali progetti hardware degli ultimi anni, compresa la crescita della linea Mac e il passaggio ai processori Apple Silicon. In precedenza aveva presentato alcuni prodotti durante gli eventi dell’azienda, ma non ha mai avuto un ruolo pubblico paragonabile a quello di Cook o di Craig Federighi.

La prima scelta organizzativa di Ternus riguarda proprio l’area da cui proviene. Johny Srouji, responsabile dei chip Apple, è stato promosso Chief Hardware Officer. Le divisioni dedicate all’ingegneria hardware, ai processori e alle tecnologie avanzate sono state riunite sotto una struttura più ampia. È un modo per mantenere vicine le competenze che Apple considera centrali per i prossimi dispositivi.

Ternus avrà pochissimo tempo per adattarsi al nuovo ruolo prima del primo evento pubblico importante della sua gestione: l’appuntamento del 9 settembre, intitolato “Surprise and shine”, ufficializzato dall’azienda senza però specificare quali prodotti presenterà.

Le indiscrezioni parlano dei nuovi iPhone 18 Pro, di nuovi Apple Watch e del primo iPhone pieghevole. Apple non ha confermato il dispositivo, che secondo i report interni viene indicato come iPhone Ultra. Il progetto non può essere considerato una sua creazione personale: prodotti di questo tipo richiedono anni di lavoro e coinvolgono progettazione, chip, software, materiali e produzione.

Il lancio sarà però associato inevitabilmente al nuovo amministratore delegato. Un iPhone pieghevole sarebbe anche il primo prodotto realmente nuovo presentato da Ternus dopo la nomina e metterebbe alla prova il settore nel quale ha lavorato per gran parte della sua carriera. Apple arriverebbe inoltre in un mercato già presidiato da Samsung, Motorola, Google e da diversi produttori asiatici.

Il problema più delicato per Ternus potrebbe trovarsi fuori dalla sua area di esperienza. Apple è arrivata in ritardo nella nuova fase dell’intelligenza artificiale e Apple Intelligence, presentata nel 2024, non ha ancora prodotto un assistente paragonabile ai sistemi sviluppati da OpenAI, Google e Anthropic.

Il caso più evidente è Siri. Apple ha rinviato l’arrivo della nuova versione su iPhone e iPad nell’Unione europea con iOS 27 e iPadOS 27. L’azienda sostiene che il Digital Markets Act imponga condizioni incompatibili con la tutela della privacy e della sicurezza; la Commissione europea risponde che la legge non impedisce il lancio del servizio e che Apple non ha trovato una soluzione tecnica conforme alle regole. Reuters ha ricostruito il confronto tra Apple e Bruxelles.

La questione non riguarda soltanto Siri. L’intelligenza artificiale di Apple è pensata per lavorare insieme a sistema operativo, applicazioni, chip e dati personali. Per funzionare davvero dovrebbe poter compiere azioni dentro altre app, leggere informazioni dell’utente e mantenere una continuità tra i diversi dispositivi. Sono proprio le funzioni che rendono più complesso il rispetto delle regole europee.

Ternus dovrà decidere se Apple debba investire direttamente nella costruzione di modelli propri o concentrarsi sui dispositivi capaci di utilizzare modelli sviluppati da altri. Il vantaggio dell’azienda resta il controllo dell’hardware: i chip proprietari permettono di eseguire alcune funzioni direttamente su iPhone e Mac, riducendo la dipendenza dal cloud. Ma questo vantaggio non basta se il software non riesce a sfruttarlo.

Ci sono poi problemi meno visibili ma altrettanto concreti. La crescita dei data center per l’intelligenza artificiale ha aumentato la domanda di memorie e componenti di archiviazione. A giugno Apple ha aumentato i prezzi di alcuni MacBook e iPad spiegando che non riusciva più ad assorbire integralmente i rincari. La ricostruzione di Reuters ha collegato gli aumenti alla competizione tra dispositivi consumer e infrastrutture per l’IA.

La produzione resta inoltre dipendente dalla Cina, anche se Apple sta spostando parte dell’assemblaggio in India e Vietnam. La tensione tra Washington e Pechino rende la catena di fornitura una questione industriale e politica allo stesso tempo. Cook ha gestito per anni questo equilibrio; Ternus dovrà farlo mentre cambiano tariffe, costi e rapporti commerciali.

In Europa continua anche il confronto sull’App Store. Apple ha annunciato nuove commissioni per gli sviluppatori che distribuiscono applicazioni attraverso canali alternativi o usano sistemi di pagamento esterni, con regole che entreranno in vigore dal 1° ottobre. Il nuovo schema è stato riportato da Reuters, ma la Commissione europea ha già fatto sapere che ne controllerà l’applicazione.

Cook resterà vicino al nuovo CEO e continuerà a presiedere il consiglio che dovrà valutare il suo operato. Questa presenza può rendere più ordinata la transizione, ma può anche rallentare la costruzione di una leadership autonoma. Ternus dovrà dimostrare di saper guidare non solo i gruppi che progettano i prodotti, ma anche quelli che si occupano di software, finanza, regolamentazione e politica internazionale.

Il primo iPhone pieghevole, se verrà davvero presentato, sarà il test più visibile. La prova decisiva arriverà dopo: capire se un ingegnere dell’hardware riuscirà a indicare ad Apple una direzione credibile anche nel software e nell’intelligenza artificiale.

L’articolo Apple cambia guida: John Ternus è il nuovo CEO, Tim Cook resta presidente esecutivo proviene da IlNewyorkese.

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