Dopo essere diventato il primo comico italiano ospite del The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, Francesco De Carlo presenterà il suo romanzo d’esordio “I Malviventi” il 1° giugno alla Rizzoli Bookstore di New York, storica libreria italiana nel cuore di Manhattan
Partiamo dal romanzo: quando hai capito che questa storia non poteva stare dentro un monologo e doveva diventare un libro?
Un monologo esiste solo nel presente, solo quando il comico parla da un palco. Poi svanisce. Ho sentito l’esigenza di raccontare una storia che sopravvivesse allo spettacolo e che imprimesse in maniera definitiva sulle pagine di un libro la trama e i personaggi di questa vicenda che ho ricostruito.
Presentare il tuo primo romanzo alla Rizzoli di New York ti fa più effetto del Tonight Show o sono emozioni completamente diverse?
Completamente diverse. Perché sono due lingue diverse e in italiano mi sento più a mio agio. Detto questo, mi ritengo molto fortunato, sono davvero felice e onorato di aver debuttato sulla tv statunitense e di presentare il mio primo romanzo in un posto così prestigioso.
Nel protagonista c’è più Francesco De Carlo o più immaginazione? E soprattutto: che storia hai deciso di raccontare?
C’è la memoria di Francesco, quello che ho passato nel quartiere in cui sono cresciuto. Si tratta di una storia che racconta più di 30 anni di vita, due generazioni che si intrecciano nel contesto criminale di una città dove si incontrano malviventi con la pistola e malviventi con la cravatta.
Hai più paura della pagina bianca o di una battuta che non funziona davanti a un pubblico americano?
Alle battute che non funzionano un comico è abituato, quindi direi pagina bianca. Anche se il problema è forse nel trasformare le tante cose che voglio dire in una forma letteraria che piaccia a me e al lettore.
Prima di salire sul palco da Fallon hai pensato “questa può andare molto bene” oppure “qui posso morire malissimo”?
Nessuna delle due. In situazioni come quella bisogna rimanere lucidi, essere presenti e cercare una connessione con il pubblico. Devi ricordare a te stesso che sali sul palco praticamente tutti i giorni da diversi anni e che ti trovi in quella situazione perché lo hai deciso tu. Certo l’adrenalina è quasi incontenibile.
THE TONIGHT SHOW STARRING JIMMY FALLON — Episode 2283 — Pictured: (l-r) on Tuesday, April 26, 2026 — (Photo by: Todd Owyoung/NBC)
Essere il primo comico italiano ospite del Tonight Show ti ha fatto sentire addosso una responsabilità particolare?
Direi di sì. Sono felice di aver creato un precedente e di aver dimostrato che si possa fare. Spero sia di ispirazione ai comici più giovani. E fammi dire che sono felice del grande affetto ricevuto sia dal pubblico italiano che dai miei colleghi.
Gli americani ridono dell’Italia… o ridono perché ormai assomigliano sempre di più agli italiani?
Non ridono dell’Italia. Ci rispettano, ci amano, adorano il nostro stile di vita, la nostra storia, la nostra cultura. Gli piacerebbe somigliarci. Noi abbiamo i nostri problemi, per carità, ma ho scoperto che sono attratti dal nostro paese, non foss’altro per il ruolo che gli italiani hanno avuto nei secoli nel costruire la società americana.
Tu hai iniziato quando la stand-up in Italia sembrava una cosa per pochi appassionati. Ti aspettavi questa evoluzione?
No. Non avrei cominciato una carriera in inglese. Davo per scontato che non sarebbe mai arrivata da noi, e invece…
I social stanno aiutando la comicità oppure la stanno rendendo più veloce e più superficiale?
Sono uno strumento fondamentale e credo che si stiano trasformando: ultimamente la qualità è premiata e in mezzo a tantissime cose inutili vedo sempre più contenuti interessanti.
New York ormai è diventata un pezzo della tua vita oppure resta ancora il posto dove vai a metterti alla prova?
Entrambe le cose. Una città difficile, ma estremamente affascinante. Esibirmi con i comici più bravi del mondo continua a essere uno stimolo fondamentale per la mia crescita umana e artistica.
Dopo il Tonight Show hai percepito un cambio di attenzione anche dall’Italia?
Decisamente. Mi hanno fatto piacere soprattutto i commenti sui social, tipo ‘Orgoglio nazionale’, ‘Festa nazionale’ oppure ‘Meglio dell’Italia ai mondiali’.
Oggi ti senti più comico, autore o storyteller?
Comico. Però va detto che sono sempre stato molto eclettico. Mi piace raccontare storie perché penso che sia un’abitudine che aiuti l’essere umano a comprendere la sua natura, i suoi sogni e le sue paure. Scrivere un libro è un’esperienza davvero unica.
Hai la sensazione di stare vivendo un momento di passaggio della tua carriera?
Non saprei. Sono più concentrato sul trovare spazio nel calendario e farmi qualche giorno di vacanza. Negli ultimi mesi ho spinto tantissimo e ho bisogno di rifiatare, riposarmi e vivere un po’. Altrimenti non ho più cose da dire.
Dopo il Tonight Show e il romanzo, qual è la cosa che senti di non aver ancora fatto davvero?
Dormire.
L’articolo Francesco De Carlo, dopo il <i>Tonight Show</i> arriva il romanzo d’esordio <i>I Malviventi</i> proviene da IlNewyorkese.



