Stefano D’Angelo è intervenuto ai microfoni de ilNewyorkese nel podcast Ritratti per raccontare il percorso di Del Corona & Scardigli USA, filiale americana di uno storico gruppo logistico con sede a Livorno. Un percorso che intreccia storie familiari, visione imprenditoriale e una crescita costruita passo dopo passo nel mercato più competitivo al mondo.
«Del Corona & Scardigli USA è il branch americano del gruppo Del Corona & Scardigli, posseduto da due famiglie, la Del Corona e la Scardigli, di cui io faccio parte come famiglia D’Angelo. L’apertura negli Stati Uniti risale al 2006, mentre io mi sono trasferito qui nel 2011».
Da quel momento, la crescita è stata costante e impressionante. D’Angelo ha raccontato come l’azienda sia diventata un punto di riferimento per molte realtà italiane che guardano agli Stati Uniti. «In questi quindici anni siamo cresciuti in maniera esponenziale. Abbiamo supportato moltissime aziende italiane, sia già presenti sul mercato americano sia nuove realtà che si affacciavano per la prima volta. Le abbiamo aiutate non solo a trasportare i loro prodotti, ma anche a farli conoscere, a lavorare sul marketing, sull’inserimento nel mercato».
Oggi Del Corona & Scardigli USA conta oltre 120 dipendenti, otto uffici e quattro magazzini, partendo dai quattro impiegati iniziali.
Il legame con l’Italia resta centrale, soprattutto in una fase storica complessa. «Dal punto di vista dei trasporti B2B dall’Italia agli Stati Uniti siamo uno dei principali market player. Lavoriamo con marchi molto noti e con marchi meno conosciuti, ma per noi ogni cliente è ugualmente importante. Tengo in modo particolare ai clienti italiani, perché sono italiano anch’io e so quanto sia difficile avere successo in un mercato competitivo come quello americano, soprattutto in un periodo di incertezze economiche e nuovi dazi».
Alla base di questa storia c’è una classica PMI familiare italiana, dove il ruolo dei fondatori resta determinante: «Ho iniziato a lavorare a Livorno, prima di trasferirmi negli Stati Uniti, e mio padre e il suo socio Luigi Del Corona sono stati e sono tuttora i miei mentori». Nonostante l’età, entrambi continuano a essere presenti in azienda ogni giorno: «Mio padre compirà 80 anni ad aprile, Luigi e’ sulla soglia dei 70, e lavorano ancora quotidianamente per molte ore. Ancora oggi imparo da loro. Io ed Ettore, il figlio di Luigi, speriamo di riuscire a dare in futuro la stessa spinta che loro hanno dato in questi anni». Una spinta che ha reso possibile un’espansione globale, con il gruppo oggi presente in America, Europa, Asia e presto anche in Africa.
I valori che tengono insieme famiglie e azienda sono chiari. «Direi sicuramente onestà, integrità e umanità. Per noi il rapporto umano è centrale. Il cliente non è solo un cliente: molti dei nostri clienti, col tempo, sono diventati amici».
Un approccio che resiste anche in un settore fortemente tecnologico come la logistica: «La tecnologia è indispensabile, ma non può sostituire il rapporto umano. Questo vale per i clienti, per i fornitori e per i dipendenti». D’Angelo insiste sull’importanza del coinvolgimento interno: «È fondamentale che i dipendenti sentano l’azienda come qualcosa di loro, che il risultato dell’azienda sia anche il loro risultato».
Il cosiddetto sogno americano, per Stefano D’Angelo, assume una dimensione molto concreta: «Per me il sogno americano era crescere professionalmente e far crescere l’azienda. Quando sono arrivato qui, la nostra presenza era minima: fatturato microscopico, struttura molto piccola. Il mio obiettivo era ampliare la base clienti, aumentare il fatturato, il numero di dipendenti e i servizi offerti». Oggi la situazione è radicalmente cambiata. «Il sogno non è mai davvero raggiunto, perché i target crescono ogni anno, ma rispetto al 2011 i risultati sono andati oltre le aspettative. Oggi Del Corona & Scardigli ha un footprint solido in tutto il Nord America».
Quando italianità e mercato americano si incontrano, emerge un tratto distintivo preciso, tipicamente italiano: «Gli italiani sono probabilmente i migliori problem solver al mondo e nel nostro settore i problemi sono quotidiani. Abbiamo una marcia in più». Alla base una flessibilità che inizialmente sorprende gli interlocutori americani, ma che nel tempo diventa un valore: «Noi cerchiamo sempre una soluzione, anche aggirando il problema in modo creativo, ma sempre all’interno delle regole. Nel lungo periodo questo approccio viene apprezzato moltissimo perché spesso risolviamo problemi che sembravano insormontabili e diventa un fattore di fidelizzazione».
La pandemia da Covid ha rappresentato uno spartiacque. «I primi mesi sono stati durissimi: fabbriche ferme, trasporti bloccati». Poi, però, un cambio radicale: «C’è stato un boom impressionante, con noli marittimi e aerei esplosi anche del 70 per cento. Le persone, non potendo spendere in viaggi, ristoranti o intrattenimento, hanno iniziato a comprare beni materiali e tutto questo ha contribuito all’aumento dei costi e, successivamente, all’inflazione che ancora oggi pesa molto, soprattutto a New York».
Anche sul fronte dei dazi, D’Angelo invita alla prudenza. «L’accordo tra Unione Europea e Stati Uniti è stato uno dei migliori possibili, inoltre, grazie alla creatività di esportatori e importatori, questo costo aggiuntivo è stato finora in gran parte assorbito senza essere ribaltato sui consumatori finali, anche se temo che nei prossimi mesi i costi finiranno per riflettersi sui prezzi finali».
Guardando al futuro, l’obiettivo per il 2026 è la stabilità: «Mi accontenterei di una piccola crescita rispetto al 2025, sia in termini di volumi sia di fatturato. Abbiamo già vissuto troppe sorprese. In questo momento credo sia importante essere prudenti, ma anche pronti ad adattarsi, come abbiamo sempre fatto». Una filosofia che sintetizza perfettamente il percorso di Del Corona & Scardigli USA e la visione del suo CEO Stefano D’Angelo.
L’articolo Stefano D’Angelo: «Negli Stati Uniti DCS cresce grazie al problem solving italiano» proviene da IlNewyorkese.



