Settantasei anni fa, il 9 marzo 1950, Robert Doisneau camminava per le strade di Parigi con un incarico preciso: raccontare per la rivista americana Life magazine la vita sentimentale della capitale francese nel dopoguerra. Tra i tavolini dei caffè e il flusso dei passanti davanti all’Hôtel de Ville nacque così Le Baiser de l’Hôtel de Ville, il bacio di due giovani attori destinato a diventare una delle immagini più iconiche della fotografia del Novecento. A distanza di decenni, quello scatto continua a incarnare la Parigi dell’amore e torna oggi al centro dell’attenzione con la grande retrospettiva dedicata all’autore al Museo del Genio, che ripercorre la carriera di uno dei maestri della fotografia umanista europea.
Dal 5 marzo al 19 luglio 2026 il Museo del Genio di Roma ospita una grande retrospettiva dedicata a Robert Doisneau, uno dei fotografi più importanti del Novecento europeo. L’esposizione riporta l’attenzione su un autore che, anche negli Stati Uniti, è spesso associato a una precisa idea di “life photography”: quella tradizione visiva che racconta la vita quotidiana con uno sguardo documentario, vicino al linguaggio dei grandi magazine illustrati del secondo dopoguerra, tra cui la rivista americana Life, che nel 1950 pubblicò appunto “Le Baiser de l’Hôtel de Ville”, una delle sue immagini più celebri ed alla quale è sempre stato poi legato il suo nome.
La mostra, organizzata dalla società culturale Arthemisia e curata dall’Atelier Robert Doisneau insieme allo storico dell’arte Gabriele Accornero, presenta oltre 140 fotografie che attraversano tutta la carriera del fotografo francese. Il progetto è realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma, e nasce anche da una collaborazione con il Ministero della Difesa italiano e Difesa Servizi, impegnati da alcuni anni in un programma di valorizzazione e apertura al pubblico dei musei militari italiani attraverso iniziative culturali e mostre temporanee. Tra i partner figurano inoltre la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e il programma Generali Valore Cultura.
Robert Doisneau nacque nel 1912 a Gentilly, nella periferia sud di Parigi, e nel corso della sua carriera divenne uno dei principali esponenti della cosiddetta fotografia umanista francese. Questo filone fotografico, sviluppatosi soprattutto tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, si concentrava sulla vita quotidiana delle persone comuni: operai, bambini che giocano per strada, passanti, piccoli gesti urbani. Il bianco e nero di Doisneau, spesso caratterizzato da composizioni semplici e scene spontanee, contribuì a definire l’immaginario visivo della Parigi del dopoguerra, affiancandosi al lavoro di fotografi come Henri Cartier-Bresson. Le sue immagini non cercavano eventi eccezionali, ma momenti ordinari capaci di raccontare la dimensione umana della città.
Tra le fotografie presenti in mostra compare, come dicevamo sopra, anche “Le Baiser de l’Hôtel de Ville”, lo scatto realizzato nel 1950 davanti al municipio di Parigi. L’immagine, oggi considerata una delle fotografie più riprodotte del XX secolo, fu realizzata durante un reportage commissionato proprio dalla rivista statunitense Life, che voleva raccontare gli innamorati nella capitale francese pochi anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Contrariamente a quanto si pensò per decenni, la scena non era spontanea: Doisneau chiese a due giovani attori, Françoise Bornet e Jacques Carteaud, di baciarsi davanti all’obiettivo per ricreare un gesto naturale nel flusso della città. Pubblicata inizialmente in formato ridotto all’interno del reportage, la fotografia diventò un’icona globale solo negli anni Settanta, quando iniziò a circolare in poster, cartoline e libri.
Negli anni Novanta lo scatto fu al centro di una controversia legale sui diritti all’immagine, quando diverse persone sostennero di essere i protagonisti della fotografia. Il caso contribuì a chiarire alcuni aspetti giuridici legati alla riproduzione delle immagini fotografiche e all’identificazione dei soggetti ritratti. Anche questa vicenda rafforzò la notorietà dell’opera, trasformando definitivamente il bacio davanti all’Hôtel de Ville in uno dei simboli più diffusi della Parigi romantica nel mondo.
La retrospettiva romana non si limita però alle immagini più famose. Il percorso espositivo include fotografie di strada, scene di vita nei quartieri popolari, bambini che giocano nelle periferie e scorci urbani meno conosciuti della capitale francese. Accanto a questi scatti compaiono anche ritratti di figure centrali della cultura del Novecento: artisti come Pablo Picasso e Alberto Giacometti, scrittori e intellettuali come Jean Cocteau, fino a personaggi legati al cinema e alla moda. In tutti i casi Doisneau mantiene lo stesso approccio: evitare la posa celebrativa e restituire i soggetti in situazioni quotidiane.
L’articolo Dal reportage di Life al mito: 76 anni del bacio di Doisneau proviene da IlNewyorkese.



