A cosa servono i Comites, che saranno rinnovati quest’anno

Per gli italiani che vivono fuori dal Paese, il Consolato è soprattutto il luogo a cui rivolgersi per passaporti, iscrizione all’AIRE e atti di stato civile. Accanto agli uffici amministrativi opera un organismo eletto direttamente dai residenti, incaricato di raccogliere i problemi della comunità e rappresentarla nei rapporti con le istituzioni italiane: il Comites. Nel 2026 questi comitati saranno rinnovati in tutto il mondo, compresa la circoscrizione consolare di New York.

Gli italiani residenti nella circoscrizione consolare di New York che intendono partecipare alle elezioni dei Comites dovranno chiedere al Consolato di essere inseriti nell’elenco degli elettori. Il plico elettorale sarà spedito soltanto a chi avrà presentato la domanda: aspettarne l’arrivo senza essersi registrati significa quindi non poter votare.

È questo il punto più importante della prima fase della campagna informativa avviata dal Ministero degli Esteri e dalla rete consolare. Il primo avviso pubblicato dal Consolato Generale d’Italia a New York risale al 20 luglio e contiene le informazioni essenziali sul funzionamento dei comitati e sulle condizioni per partecipare alle elezioni.

Alcune sedi della rete diplomatica, tra cui l’Ambasciata italiana all’Aja, hanno già indicato il 4 dicembre come data prevista per il voto. Al 29 luglio, però, le pagine del Consolato di New York e della Farnesina non riportano ancora il calendario operativo, la scadenza per iscriversi all’elenco elettorale e le modalità con cui presentare la domanda. Questi dettagli saranno comunicati con l’indizione formale delle elezioni.

Comites è l’abbreviazione di Comitati degli Italiani all’Estero. Furono istituiti nel 1985 e sono eletti nelle circoscrizioni consolari con almeno tremila cittadini italiani iscritti all’AIRE, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. L’ultimo Annuario statistico del Ministero degli Esteri ne censisce 118 nel mondo: 115 elettivi e tre costituiti senza elezioni.

Il loro compito principale è rappresentare la comunità italiana nei rapporti con ambasciate e consolati. La legge che ne regola il funzionamento assegna ai Comites alcune funzioni non da poco: individuare le esigenze sociali, culturali e civili della comunità, proporre iniziative, collaborare alla tutela dei diritti dei residenti italiani ed esprimere pareri sui progetti consolari e sulle richieste di contributi presentate da associazioni e mezzi di informazione locali.

I Comites si occupano quindi di temi come assistenza sociale e scolastica, lingua italiana, formazione professionale, partecipazione dei giovani, pari opportunità e rapporti con le associazioni. Non rilasciano passaporti, carte d’identità o certificati e non possono sostituirsi agli uffici consolari: possono però raccogliere problemi, formulare proposte e chiedere interventi alle istituzioni competenti.

Il Comites di New York rappresenta gli italiani residenti nello Stato di New York, nel Connecticut, nelle tredici contee del New Jersey comprese nella circoscrizione e alle Bermuda. Il comitato uscente è formato da dodici eletti, scelti nel 2021, ai quali possono aggiungersi per cooptazione cittadini stranieri di origine italiana.

Questa volta il numero dei componenti potrebbe aumentare. I Comites hanno dodici membri nelle circoscrizioni fino a centomila cittadini italiani e diciotto in quelle che superano la soglia. Alla fine del 2025 gli iscritti AIRE nella circoscrizione di New York avevano raggiunto quota 110 mila, con una crescita del 3 per cento in un anno e di oltre il 20 per cento rispetto al 2020, secondo la lettera di fine mandato dell’allora console generale Fabrizio Di Michele. I dati disponibili indicano quindi un passaggio da dodici a diciotto eletti, che dovrà essere confermato dal decreto consolare di indizione.

L’ex Console Generale d’Italia a New York Fabrizio Di Michele

Possono votare i cittadini italiani maggiorenni iscritti all’AIRE e residenti da almeno sei mesi nella circoscrizione consolare. Devono inoltre chiedere l’iscrizione nell’elenco elettorale entro il termine che sarà stabilito dal Consolato. È una procedura diversa da quella prevista per le elezioni politiche e i referendum italiani, per i quali gli iscritti AIRE ricevono normalmente il materiale elettorale senza dover manifestare in anticipo la volontà di votare.

Nel 2021 la richiesta poteva essere presentata attraverso il portale Fast It oppure inviando al Consolato un modulo accompagnato dalla copia di un documento d’identità. Le istruzioni pubblicate allora non possono però essere riutilizzate automaticamente per il rinnovo del 2026: moduli, indirizzi e scadenze dovranno essere verificati nelle prossime comunicazioni ufficiali.

Dopo l’iscrizione, il Consolato invierà per posta il certificato elettorale, la scheda, le buste necessarie e un foglio con le istruzioni. Il sistema è proporzionale e si vota una lista di candidati, con la possibilità di esprimere preferenze. La scheda dovrà poi essere rispedita al Consolato e arrivare entro la scadenza indicata nel plico: conta la data di ricezione, non quella del timbro postale.

La richiesta preventiva del plico ha avuto effetti rilevanti sulla partecipazione. Alle elezioni del 2021 votarono circa mille persone su 86 mila aventi diritto, poco più dell’1 per cento. La campagna avviata quest’estate serve soprattutto a evitare che il meccanismo della richiesta resti sconosciuto fino alle ultime settimane. In attesa del calendario definitivo, gli iscritti AIRE possono controllare che il proprio indirizzo sia aggiornato e seguire la pagina dedicata del Consolato. La domanda di iscrizione nell’elenco elettorale andrà poi presentata con le modalità e nei tempi che saranno pubblicati dopo l’indizione delle elezioni.

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