Gusmane Coulibaly, il 28enne arrestato a febbraio per aver lanciato palle di neve contro alcuni agenti di polizia durante una grande battaglia organizzata a Washington Square Park, a Manhattan, dovrà svolgere 20 ore di lavori socialmente utili per il Dipartimento dei Parchi di New York. È quanto stabilito dall’accordo raggiunto venerdì 30 ottobre con la procura di Manhattan, che ha permesso di chiudere il procedimento. Coulibaly si è dichiarato colpevole di molestie, un’infrazione che nello Stato di New York non costituisce un reato penale. L’accusa più grave di ostacolo all’attività delle autorità è stata ritirata e, secondo il suo avvocato, George Vomvolakis, il fascicolo potrà essere secretato dopo un anno.
La vicenda risale al 23 febbraio, quando una forte tempesta di neve aveva paralizzato buona parte di New York, provocando la chiusura delle scuole e di numerose strade. A Washington Square Park si erano radunate oltre cento persone per una battaglia di palle di neve organizzata attraverso i social network. La polizia era intervenuta dopo che alcuni partecipanti erano saliti sul tetto di un edificio del parco, dal quale lanciavano neve e ghiaccio sulle persone sottostanti. All’arrivo degli agenti, parte della folla aveva cominciato a prendere di mira anche loro. I video circolati online mostravano diversi partecipanti lanciare palle di neve contro i poliziotti, due dei quali avevano riportato ferite al volto e lamentato dolori alla testa e al collo.
Coulibaly era stato arrestato tre giorni dopo, il 26 febbraio, inizialmente con l’accusa di aggressione a un agente di polizia, un reato grave che avrebbe potuto comportare conseguenze penali ben più pesanti. La procura di Manhattan aveva però deciso di non procedere con quell’imputazione: pur disponendo di filmati che mostravano l’uomo lanciare una palla di neve contro un agente, gli investigatori non erano riusciti a dimostrare che le lesioni riportate dal poliziotto fossero state provocate direttamente dal suo gesto. Erano rimaste quindi le accuse di ostacolo all’attività delle autorità e molestie, sulle quali è stato raggiunto l’accordo della scorsa settimana.
L’episodio aveva provocato uno scontro tra il sindaco Zohran Mamdani e i vertici della polizia. Mamdani aveva ridimensionato l’accaduto, sostenendo che si fosse trattato di una battaglia di palle di neve degenerata e che i partecipanti non dovessero essere perseguiti penalmente. La commissaria della polizia, Jessica Tisch, aveva invece definito il comportamento dei presenti vergognoso e criminale. Anche il sindacato degli agenti, la Police Benevolent Association, aveva criticato la posizione del sindaco. Dopo l’accordo giudiziario, il presidente del sindacato Patrick Hendry ha parlato di una giustizia troppo indulgente, accusando Mamdani e il procuratore distrettuale Alvin Bragg di aver minimizzato un’aggressione contro i poliziotti.
L’avvocato di Coulibaly ha detto che il suo assistito si è pentito del comportamento tenuto nel parco e ha riconosciuto di aver mancato di rispetto agli agenti. La conclusione del procedimento, tuttavia, non mette fine ai suoi problemi giudiziari. Prima dell’arresto di febbraio era già stato accusato di un tentativo di rapina nella metropolitana di New York e, secondo quanto ricostruito da Gothamist, l’8 ottobre è stato nuovamente arrestato per un presunto tentativo di rapina ai danni di un venditore ambulante a East Harlem. In quest’ultimo procedimento Coulibaly si è dichiarato non colpevole.
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