Abbiamo presentato il primo numero di Good Morning Italy

Abbiamo presentato il primo numero di Good Morning Italy, il nuovo magazine in lingua inglese del network ilNewyorkese, con un evento all’Italian American Museum di Little Italy, a New York. Abbiamo scelto proprio l’italian American Museum perché il museo, fondato dal Dr. Joseph Scelsa, lavora da anni sulla convservazione della storia degli italiani negli Stati Uniti, in uno dei quartieri che più di altri hanno contribuito a costruire l’immaginario dell’emigrazione italiana a New York, e presentare qui una nuova rivista dedicata all’Italia contemporanea e alla comunità italoamericana significava mettere insieme la memoria di una presenza storica e il tentativo di raccontare cosa voglia dire oggi essere italiani, o sentirsi legati all’Italia, fuori dai confini italiani.

La serata è stata moderata dal founder del network Davide Ippolito e da Premium Pete, podcaster e figura molto in vista della scena newyorkese. Si è parlato di radici, famiglia, immigrazione, ambizione, appartenenza, ma anche del modo in cui l’identità italiana viene rielaborata da chi vive e lavora in contesti internazionali. È un punto importante, perché il rischio, quando si parla di italianità all’estero, è restare fermi a una rappresentazione nostalgica o puramente celebrativa, fatta di pasta, mare, sole, una torre storta o un anfiteatro molto grande, e poco altro. Il progetto di Good Morning Italy cerca di andare in un’altra direzione: raccontare persone, percorsi e comunità, senza ridurli a simboli.

Tra gli interventi della serata c’è stato proprio quello del Dr. Joseph Scelsa, che ha richiamato il ruolo del museo come luogo di conservazione ma anche di passaggio generazionale. L’idea è che la storia italoamericana non sia solo qualcosa da proteggere in forma archivistica, ma un materiale che le nuove generazioni possono rileggere e usare per capire meglio il proprio posto nella società americana. Su un piano diverso, il tenore Christopher Macchio ha parlato della musica italiana come lingua emotiva e culturale, capace di tenere insieme memoria familiare e riconoscibilità pubblica. C’era anche la modella Elena Azzaro, che ha contributio con un discorso verso la moda e l’intrattenimento, spiegando come l’immagine italiana continui a circolare in ambiti molto competitivi, dove eleganza e identità rischiano spesso di diventare formule vuote se non sono sostenute da un percorso.

Alla presentazione ha partecipato anche Armand Assante, attore statunitense di origini italiane, che ha legato il tema dell’identità a quello della disciplina e della costruzione di una carriera. Durante l’evento è stato inoltre proiettato un videomessaggio di Fabrizio Brienza, attore, modello e influencer italiano a New York, scelto come volto della copertina. La cover story racconta il suo percorso tra Italia, entertainment e nightlife newyorkese: una traiettoria costruita fuori dai percorsi più prevedibili, che abbiamo utilizzato nel magazine per parlare di identità italiana in una forma meno convenzionale.

Il primo numero di Good Morning Italy raccoglie interviste e conversazioni con figure diverse tra loro, tra cui Riccardo Silva, Kathrine Narducci, Gianluca Passi, Francesco Facchinetti e i già citati Premium Pete, Christopher Macchio, Elena Azzaro e Armand Assante. Il filo che tiene insieme questi nomi non è soltanto il successo personale, ma il rapporto con l’Italia come origine, riferimento culturale o spazio simbolico da reinterpretare. Dopo la presentazione, la serata è proseguita con un ricevimento alla Ferrara Bakery, ospitato da Ernest Lepore e dalla famiglia Lepore, sempre nel cuore di Little Italy. Anche questa scelta ha avuto un senso preciso: chiudere il lancio in uno degli indirizzi storici della presenza italiana nel quartiere.

L’articolo Abbiamo presentato il primo numero di Good Morning Italy proviene da IlNewyorkese.

Torna in alto