Nel cuore di New York, all’Armani Ristorante sulla Fifth Avenue, il pomodoro italiano ha avuto la sua serata. È qui che ANICAV, l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, ha presentato la nuova campagna Greatest Tomatoes from Europe, cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Enjoy It’s from Europe e dedicata al mercato statunitense.
A fare gli onori di casa è stato Giovanni De Angelis, direttore generale di ANICAV, che ha scelto di parlare in italiano per una ragione precisa. «Il pomodoro, negli Stati Uniti e in tutto il mondo, parla italiano», ha detto. ANICAV, ha spiegato, riunisce oltre cento aziende ed è la più grande associazione del pomodoro al mondo per numero di imprese. L’Italia è il secondo trasformatore mondiale dopo gli Stati Uniti e davanti alla Cina, con una quota importante della trasformazione mondiale e oltre metà di quella europea. Un comparto che genera più di cinque miliardi e mezzo di euro di fatturato, di cui oltre la metà dall’export.
«Il pomodoro è semplicemente uno dei veri simboli dell’agroalimentare italiano, del Made in Italy nel mondo», ha detto De Angelis. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, sono un mercato che ANICAV conosce bene e in cui crede profondamente: nel 2025 l’esportazione europea di conserve di pomodoro verso gli USA ha superato i duecento milioni di dollari, che diventano quattrocento considerando anche i sughi pronti, per circa centosessantamila tonnellate di prodotto.
De Angelis non ha nascosto le difficoltà degli ultimi tempi, con una flessione dell’export legata anche all’impatto dei nuovi dazi, un motivo in più, ha osservato, per continuare a investire nella promozione e nel racconto della qualità. Una qualità che, ha spiegato, comincia nei campi, con gli agricoltori che coltivano la materia prima con rispetto per la terra, e prosegue nelle mani di chi la trasforma, preservando in ogni stagione e in ogni angolo del mondo lo stesso gusto di un pomodoro appena raccolto. «È anche una storia di sostenibilità, di tracciabilità dal campo alla tavola», ha aggiunto.
Nei prossimi tre anni la campagna porterà Greatest Tomatoes from Europe in tre delle città americane più influenti, a partire da New York, per poi proseguire a Chicago e Los Angeles, con eventi stampa, fiere, education tour, degustazioni e una forte presenza sui social. A guidare la serata e a illustrare le tappe future è stata Manuela Barzan, coordinatrice del progetto.
Tra gli ospiti istituzionali, la serata ha visto la presenza della Console Generale Aggiunta d’Italia a New York, Laura Pirino, che ha portato il sostegno delle istituzioni a un progetto di promozione del meglio della produzione italiana. «La cucina italiana non è solo cibo e ingredienti, è l’eccellenza di una produzione locale che ha molto a che fare con uno stile di vita sano e con la cultura», ha detto. De Angelis ha ringraziato anche il consigliere del Ministro degli Esteri, Nicola Caputo.
La serata si è chiusa con una cena pensata interamente attorno al pomodoro, all’Armani Ristorante. Dall’aperitivo al dolce, l’ingrediente è tornato in ogni portata, dal risotto al pomodoro con scamorza fresca al branzino glassato, fino a una meringata con polvere di pomodoro. Un modo per dimostrare, a tavola, come il pomodoro italiano, da semplice ingrediente, possa diventare il protagonista di un intero racconto fatto di territorio, lavoro e qualità. Lo stesso che, da New York, punta a conquistare ancora di più le tavole americane.
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