Il vinile è tornato da tempo a essere una cosa molto apprezzata. Non riguarda solo chi cerca prime stampe introvabili o chi discute di puntine e amplificatori, ma anche chi ha ricominciato a comprare dischi perché vuole un rapporto meno distratto con la musica. In un momento in cui gran parte dell’ascolto passa da playlist e piattaforme digitali, il disco resta un oggetto che costringe a scegliere, fermarsi, guardare una copertina, girare un lato. Anche per questo arriva a New York VinylCon!, una fiera dedicata ai dischi e alla cultura del collezionismo musicale.
L’evento si terrà il 13 e 14 giugno a Industry City, il grande complesso di Brooklyn che negli ultimi anni è diventato uno dei luoghi più usati per mercati, eventi culturali e appuntamenti legati al cibo, al design e alla musica. Sarà la prima edizione newyorkese di VinylCon!, che nelle tappe precedenti ha già fatto passare migliaia di persone da Los Angeles, Denver, Philadelphia, Baltimora e Atlanta. La fiera promette non solo banchi pieni di vinili, ma anche DJ set, cibo, bevande e attività diverse legate alla musica.
Nei due giorni saranno presenti più di 50 venditori provenienti da diverse parti degli Stati Uniti. Per chi colleziona dischi, questo significa soprattutto passare molto tempo a rovistare tra le casse, cercando ristampe, edizioni rare, album fuori catalogo o semplicemente qualcosa che non era nella lista ma finisce comunque sotto braccio. Questo ci racconta anche che il vinile funziona ancora molto sulla scoperta casuale, a differenza dello streaming, dove quasi tutto è raggiungibile in pochi secondi: qui la ricerca è fisica, lenta, spesso disordinata. E, quindi, interessante.
VinylCon! non punta però soltanto ai collezionisti più esperti. L’idea è intercettare anche chi sta iniziando adesso a comprare dischi, magari dopo aver ricevuto un giradischi o dopo aver scoperto che certi album, ascoltati in quel formato, diventano un’esperienza diversa. Durante il weekend ci saranno DJ set per tutta la giornata curati da Skeme Richards, DJ e collezionista conosciuto nella scena musicale e nella cultura del crate digging, cioè la pratica di cercare dischi tra scatole e archivi, spesso alla ricerca di campioni, rarità o versioni particolari.
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