Il Ministro Giuli ha partecipato all’inaugurazione della mostra su Raffaello al Met

Continua la visita diplomatica del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, a New York da ieri dove, tra le cose, ha deposto una corona al monumento dedicato a Cristoforo Colombo al Columbus Circle accompagnato da una breve cerimonia, per poi finalizzare l’acquisto dell’Ecce Homo di Antonello Da Messina presso la casa ‘aste Sotheby’s.

Dopo questi incontri, nella serata di ieri, il ministro ha partecipato all’inaugurazione della mostra Raphael: Sublime Poetry, presso il Metropolitan Museum of Art, uno dei principali poli museali al mondo. Il progetto riunisce oltre 200 opere tra disegni, dipinti, arazzi e oggetti di arti decorative, con prestiti provenienti da importanti istituzioni internazionali e collezioni private. Il percorso segue in ordine tematico e cronologico la parabola di Raffaello Sanzio, dalla formazione nella corte di Urbino fino agli anni romani, quando l’artista diventa una figura centrale nella produzione artistica legata alla committenza papale.

Il ministro, ai microfoni dei giornalisti presenti, ha sottolineato il valore sistemico dell’operazione: «di ricerca e contributo dei più importanti musei italiani per una mostra che nei 250 anni che si festeggia l’indipendenza degli Stati Uniti ha come effigie principale Raffaello. L’Italia dà un contributo storico, artistico, eccezionale, in una mostra all’interno della quale compaiono pezzi da collezioni private, contributi dai più importanti musei del mondo e questo rende ancora più importante e significativo il fatto che sia Raffaello a rappresentare questo momento magico della cultura italiana e questa relazione speciale che unisce l’Italia agli Stati Uniti»

Da sinistra verso destra: il Console Generale a New York Giuseppe Pastorelli, il ministro Alessandro Giuli e l’Ambasciatore d’Italia a Washington Marco Peronaci

Giuli ha anche insistito su un aspetto meno immediato del racconto contemporaneo su Raffaello: la sua capacità organizzativa e imprenditoriale. Nelle sue parole, l’artista non è solo autore di opere iconiche ma anche figura capace di strutturare una bottega complessa, lavorare con grandi committenze e costruire una rete produttiva che oggi si potrebbe leggere come un modello proto-industriale della creazione artistica. Qualcosa che strizza molto l’occhio all’idea di sogno americano, in un certo qual modo.

Raffaello è stato un uomo molto capace: ha creato una scuola, è stato un uomo che ci ha donato un’arte dolce e dedicata ma ha vissuto anche una vita molto opulenta e ha saputo lavorare con committenze molto importanti di banchieri privati, per esempio Agostino Figi. Ha costruito realmente una ricchezza culturale per se stesso, ed una ricchezza immateriale e materiale eterna per tutti coloro che ancora oggi l’ammirano

La mostra sarà aperta al pubblico dal 29 marzo al 28 giugno e, come detto, sarà la prima grande mostra internazionale di prestiti negli Stati Uniti dedicata a Raffaello (Raffaello di Giovanni Santi; 1483–1520), considerato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

Tra i principali capolavori in mostra figurano La Madonna col Bambino e san Giovannino in un paesaggio (Madonna Alba) della National Gallery of Art, uno degli esempi più emblematici della maestria di Raffaello negli ideali di armonia e bellezza classica dell’Alto Rinascimento, che sarà messa in dialogo con i disegni preparatori conservati al Museo di Belle Arti di Lille, e il Ritratto di Baldassarre Castiglione, oggi al Louvre, ampiamente considerato uno dei più grandi ritratti dell’Alto Rinascimento.

Nonostante sia vissuto appena 37 anni, Raffaello raggiunse un successo così profondo come pittore, progettista e architetto da essere considerato, per secoli dopo la sua morte, il vertice della perfezione artistica. Figlio di un pittore e poeta, Raffaello entrò in contatto con i principali scrittori e pensatori del suo tempo a Roma, mostrando una sensibilità poetica che affascinò i contemporanei e le generazioni successive. Unendo ambizione e lirismo, creò opere dotate di grande spessore intellettuale e profondità emotiva, qualità essenziali nel complesso panorama politico delle corti rinascimentali.

Tra gli enti prestatori italiano figurano, tra gli altri: Accademia Carrara (Bergamo), Galleria Borghese (Roma), Gallerie Nazionali Barberini Corsini (Roma), Galleria Nazionale delle Marche (Urbino), Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugia), Fondazione Brescia Musei (Brescia), Museo Nazionale di Capodimonte (Napoli), Pinacoteca Comunale di Città di Castello, Pinacoteca Nazionale (Bologna), Gallerie degli Uffizi (Firenze) e i Musei Vaticani.

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