La Second Avenue Subway, lo storico progetto di espansione della metropolitana di New York lungo il lato est di Manhattan e che ridurrebbe il sovraffollamento della Lexington Avenue Line, è uno dei progetti infrastrutturali più complessi della storia di New York: immaginata per la prima volta negli anni Venti del Novecento, ha visto aprire soltanto nel 2017 il primo tratto operativo, tra 63rd Street e 96th Street, lungo la linea Q. Oggi la seconda fase, che dovrebbe estendere il servizio fino a 125th Street e Lexington Avenue, nel cuore di East Harlem, rischia di subire nuovi ritardi a causa di uno scontro tra la Metropolitan Transportation Authority (MTA) e il governo federale sui finanziamenti già assegnati.
Mercoledì la MTA ha formalmente minacciato un’azione legale contro il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti se entro il 6 marzo non verranno sbloccati oltre 58 milioni di dollari di rimborsi arretrati per l’estensione della linea. In una lettera inviata a Washington, l’authority ha sostenuto che il mancato pagamento sta mettendo a rischio la sostenibilità finanziaria del progetto, costringendo l’ente a coprire temporaneamente il vuoto con risorse destinate ad altre priorità infrastrutturali. Janno Lieber, amministratore delegato della MTA, ha dichiarato che non esistono basi legali per trattenere fondi già approvati e impegnati. Il Dipartimento dei Trasporti non ha rilasciato commenti ufficiali.
Janno Lieber, AD di MTA | via Shutterstock
Il blocco dei fondi risale all’autunno scorso, quando l’amministrazione Trump annunciò la sospensione di finanziamenti federali già assegnati sia per la Second Avenue Subway sia per il progetto Gateway, il grande piano di ammodernamento dei tunnel ferroviari sotto l’Hudson che collegano New York e New Jersey. In un primo momento la misura era stata letta come una leva politica nel contesto delle tensioni con i Democratici di New York; successivamente il Dipartimento dei Trasporti aveva motivato la sospensione con una revisione dei criteri di appalto della MTA, in particolare quelli legati a requisiti su base razziale e di genere. Più di recente, lo stesso Trump aveva suggerito la possibilità di sbloccare i fondi per Gateway in cambio dell’intitolazione di due grandi hub di trasporto, tra cui la Pennsylvania Station di Manhattan.
Il costo complessivo della seconda fase della linea è stimato in circa 6,9 miliardi di dollari, di cui 3,4 miliardi dovrebbero arrivare dal governo federale attraverso il programma “New Starts” della Federal Transit Administration, che finanzia nuove linee di trasporto pubblico nelle principali aree metropolitane. Il tracciato previsto collegherà l’attuale capolinea di 96th Street a 125th Street, integrandosi con la linea Lexington Avenue (4, 5 e 6), una delle più congestionate della rete. East Harlem, quartiere storicamente meno servito dal trasporto su rotaia rispetto ad altre aree di Manhattan, attende una connessione diretta da quasi un secolo. Secondo la MTA, il progetto genererebbe oltre 70.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti e contribuirebbe a ridurre l’affollamento sulle linee esistenti.
La disputa sui fondi federali si inserisce in un quadro più ampio di tensioni istituzionali sui grandi investimenti infrastrutturali nell’area di New York. All’inizio del mese un giudice federale ha ordinato alla Casa Bianca di sbloccare miliardi di dollari destinati al progetto Gateway, permettendo il recupero di 205 milioni di dollari arretrati dopo che i ritardi avevano già provocato la sospensione dei lavori e il licenziamento di circa mille operai sindacalizzati. Nel caso della Second Avenue Subway, i primi due contratti – relativi allo spostamento dei sottoservizi e alla preparazione della grande talpa meccanica per lo scavo – sono già stati assegnati; il terzo, che include gli scavi per la futura stazione di 106th Street, dovrebbe essere approvato a breve, ma l’incertezza sui finanziamenti potrebbe rallentare l’intero cronoprogramma. Il confronto legale annunciato dalla MTA rischia quindi di trasformare un progetto atteso da generazioni in un nuovo terreno di scontro tra Stato di New York e amministrazione federale.
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