L’edizione inglese di Qui non è Nuova York arriva nelle librerie con il titolo (re)Covering America – Two Italians, One Epic Road Trip, from New York to the Pacific. 105 Days, Breaking Stereotypes, pubblicata da Bordighera Press. Il volume traduce e riorganizza per il pubblico internazionale il lavoro di reportage che Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi hanno svolto negli Stati Uniti come inviati speciali dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, raccontando territori e comunità lontani dall’immaginario legato alle grandi città costiere.
È il racconto di un’America coast to coast, attraversata tra il 2021 e il 2023 in due viaggi separati: il primo lungo la fascia settentrionale del Paese, dal Nord-Est fino all’Oregon e ritorno; il secondo attraverso gli Stati del Sud fino alla California. In totale, i due giornalisti hanno percorso circa 20.000 miglia in 105 giorni, attraversando più di trenta Stati. Le tappe includono Indianapolis, Boise e Austin, i parchi nazionali di Yellowstone e Glacier, ma anche centri meno frequentati dai circuiti turistici, spesso liquidati come “flyover country”. L’America più rurale, insomma, ma non per questo meno interessante e, anzi, forse più autentica.
Non un diario di viaggio tradizionale, né una guida turistica alternativa: (re)Covering America è più un reportage narrativo, basato su incontri e contesti. Accanto a luoghi simbolici come il Crystal Bridges Museum di Bentonville, in Arkansas, esempio di grande istituzione culturale fuori dai grandi centri urbani, trovano spazio storie personali che diventano chiavi di lettura sociali. Tra queste, quella di Opal Lee, attivista afroamericana di Fort Worth nota come la “nonna del Juneteenth”, e quella di Bruno Serato, chef italiano ad Anaheim che da anni offre pasti gratuiti ai bambini in difficoltà attraverso il ristorante Anaheim White House.
È, insomma, una “altra America”, distante dagli stereotipi mediatici ma centrale per comprendere il Paese contemporaneo. Cometto e Maggi descrivono comunità rurali, cittadine industriali in trasformazione, territori segnati da grandi mutamenti economici come il Midwest agricolo o le aree energetiche del Nord Dakota. Il racconto si arricchisce spesso di dati, contesto storico e osservazione diretta: dalla gestione federale dei parchi naturali, come nel caso degli incendi di Yellowstone, fino al ruolo delle economie locali e del lavoro flessibile nelle città medie.
La pubblicazione inglese mantiene l’impostazione originaria del progetto, pensato fin dall’inizio per un pubblico non esclusivamente italiano. Non a caso il libro è presentato come una riflessione sull’identità americana osservata da due cittadini italo-americani, entrambi residenti a New York da oltre vent’anni e naturalizzati statunitensi. L’introduzione, firmata da Fabio Finotti, sottolinea proprio la distanza tra l’America percepita attraverso cinema e media globali e quella che emerge attraversando Stati e contee meno raccontati.
(Re)Covering America sarà presentato il 5 marzo alle 18 all’Istituto Italiano di Cultura di New York, in una conversazione con il direttore Claudio Pagliara. Il volume è già disponibile per l’acquisto.
L’articolo Un viaggio di 105 giorni e 20mila miglia per raccontare “l’altra America” proviene da IlNewyorkese.



